Viaggiare in areo: Come prepararsi e a cosa prestare attenzione? Parte 3

Nella vita con il nostro compagno peloso, potrebbe capitarci di dover prendere un aereo vuoi perché la meta da raggiungere è troppo lontana, oppure perché dobbiamo muoverci in fretta e l’aereo è l’unica scelta possibile. Come affrontare una tale evenienza? 6. Scegliere il trasportino; 7. Utilizzare servizi cargo; 8. Preparare il cane; 6. Per scegliere il trasportino giusto per viaggiare in aereo con il nostro shiba vanno seguiti due criteri principali: rispettare le regole della compagnia aerea/IATA deve essere comodo e sicuro per il cane. Molte compagnie richiedono espressamente un trasportino “a norma IATA”, soprattutto per i cani in stiva, quindi verificatelo con il servizio clienti. Sul trasportino deve essere apposta l’etichetta “Live Animals / Animali vivi” ed a seconda delle diverse compagnie, bisogna predisporre del materiale assorbente sul fondo, e ciotole per acqua e cibo fissate alla porta o alla parete. Cabina o stiva: cosa cambia In cabina sono ammessi solo cani di piccola taglia, entro un limite di peso (cane + trasportino) stabilito dalla compagnia; oltre quel limite il cane viaggia obbligatoriamente in stiva. In cabina si usano trasportini morbidi o semirigidi, purché rientrino nelle misure massime indicate dalla compagnia e possano essere sistemati sotto il sedile senza ostacolare le uscite di emergenza. In stiva è obbligatorio un trasportino rigido, in plastica robusta o metallo, con porta metallica, sistemi di chiusura sicuri e buona ventilazione su almeno tre lati (quattro nei voli internazionali), Per esperienza all’imbarco portate con voi una decina di fascette di plastica resistenti per assicurare la porta e i due gusci del kennel tramite gli appositi fori che troverete lungo i bordi, (potrebbero chiedervi di farlo) e carta e scotch trasparente per incollare sul trasportino eventuali note, (nome, sesso, età, un recapito, eventuali esigenze, ecc..) Misure corrette del trasportino Il cane deve potersi alzare completamente, girare su sé stesso e allungarsi in posizione sdraiata; un trasportino troppo piccolo è vietato, uno eccessivamente grande è poco sicuro perché il cane “balla” all’interno. Una formula pratica per calcolare le dimensioni minime interne usa le misure del cane: lunghezza del cane dalla punta del naso all’attaccatura della coda (A), lunghezza della zampa anteriore (B), larghezza del corpo (C), altezza fino alla punta delle orecchie (D). In genere si consiglia: lunghezza trasportino almeno A+1/2B, larghezza almeno 2C, altezza almeno D più lo spessore della traversina assorbente; per i cani brachicefali (cani con il muso schiacciato quali il carlino o il bulldog) è raccomandato circa un 10% di spazio interno in più, per uno shiba in standard, ovvero max 41 cm. di altezza e circa 11kg di peso, di solito va bene la misura 4 (68x48x51 cm) Caratteristiche da controllare prima dell’acquisto Per la stiva: Struttura: scocca rigida in plastica dura o fibra, robusta, con viti o chiusure affidabili; niente porte o griglie in plastica, solo metallo. Ventilazione: griglie o fori per garantire ricambio d’aria continuo sui 4 lati ma senza fessure tali da permettere al cane di far uscire muso o zampe in modo pericoloso. Fondo e accessori: fondo antiscivolo, ciotole per acqua e cibo agganciate, eventuali maniglie e punti di ancoraggio per fissare il kennel in stiva o in cabina. Per la cabina: morbido con fondo rigido chiusura con cerniere e retine di ventilazione.   7. Utilizzare servizi cargo: È di sicuro la scelta più costosa, ma potrebbe essere anche l’unica qualora non vi fosse possibile viaggiare sullo stesso volo. Si tratta di rivolgersi a delle agenzie specializzate che si occuperanno di tutto, pertanto è anche la scelta più semplice e meno stressante. In internet si trovano numerose aziende che offrono i loro servizi, armatevi di pazienza e telefonate. Vi consiglio di chiedere almeno 3 preventivi, lavorano con compagnie diverse di conseguenza saranno diversi anche i prezzi. Per il medio oriente consiglio Emirates, che dispone di un modernissimo Hub con tanto di servizio pensione e toelettatura appena fuori dell’aeroporto di Dubai, altrettanto dicasi per KLM la migliore scelta per il Nord America, mentre per il Sud America senz’altro la TAP. Ci sono anche a professionisti che, a pagamento si offrono di accompagnare il vostro amico fino a destinazione. È un servizio personalizzato che solitamente si rivela più economico rispetto al cargo e grazie alla loro esperienza riescono spesso a risolvere situazioni complesse in maniera rapida ed efficace. Io stesso ne ho usufruito più volte con soddisfazione, i loro recapiti sono preziosi, se doveste averne bisogno contattateci. 8. Preparare il cane: Se avete seguito i miei consigli il nostro cucciolone sarà già un intrepido esploratore pronto a mille avventure, nel caso non fosse così basta iniziare la preparazione qualche settimana prima della partenza. Il tutto è abbastanza semplice, dobbiamo  trasformare il trasportino in un oggetto familiare, un luogo positivo in cui giocare e sostare per rilassarsi come fosse una cuccia “diversa”. Abituiamolo prima ad entrare, lasciando la porta aperta lanciamo dei premietti all’interno in modo che possa entrare ed uscire a piacimento, poi iniziamo a chiudere la porta riaprendola subito, e così aumentiamo il periodo di chiusura per periodi crescenti, finché non riuscirà a rimanere nel trasportino senza mostrare fastidio anche per diverse ore ed in nostra assenza, basterà spostarsi in un altra stanza. Aiutiamolo lasciandogli a disposizione cibo e giochi, così arriverà al giorno del volo senza ansia e stress. Inserire un plaid o un indumento con il suo odore all’interno lo aiuterà a sentirsi più sicuro; per i viaggi in stiva è un accorgimento particolarmente raccomandato. Spero di esservi stato utile, per qualunque esigenza potete contattarci ai nostri recapiti, non ci resta che augurarvi Buon Viaggio!

Viaggiare in areo: Come prepararsi e a cosa prestare attenzione? Parte 2

Nella vita con il nostro compagno peloso, potrebbe capitarci di dover prendere un aereo vuoi perché la meta da raggiungere è troppo lontana, oppure perché dobbiamo muoverci in fretta e l’aereo è l’unica scelta possibile. Come affrontare una tale evenienza? 4 . Predisporre documenti ed eventuali permessi sanitari – Europa; 5. Predisporre documenti ed eventuali permessi sanitari – Extra UE; 4. Veniamo alla parte un più complicata ma assolutamente fondamentale, la burocrazia! Se si viaggia in Italia nulla di più facile, basta avere con se il certificato di iscrizione all’anagrafe canina ed il libretto sanitario. Se si viaggia in Europa bisogna aggiungere il passaporto, che si richiede presso i servizi veterinari della Azienda Sanitaria provinciale di competenza, su cui va riportata la vaccinazione antirabbica. Fate attenzione che se è la prima volta che il cane viene vaccinato per la rabbia, prima di poter viaggiare devono trascorrere almeno 21gg. dalla somministrazione, quindi muovetevi per tempo. Inoltre va tenuto conto che in alcuni paesi, vedi ad es. Malta o la Norvegia è richiesto anche un trattamento di sverminazione da somministrare al massimo entro 24 dalla partenza che deve essere attestato nel passaporto dal veterinario, in altri è richiesto anche il trattamento per i parassiti esterni. Il consiglio è quello di verificare sempre le normative in vigore a questo indirizzo per non trovarsi impreparati ed affrontare spiacevoli contrattempi che a volte possono rovinare la vacanza oltre che risultare piuttosto onerosi.   5. Per i viaggi al di fuori dell’Europa, va fatto riferimento alle ambasciate o ai consolati del paese di destinazione, dato che le norme sono piuttosto varie ed alle volte anche contorte. Alcuni paesi chiedono la titolazione degli anticorpi per la rabbia da effettuarsi fino a 6 mesi prima del viaggio, altri permettono di viaggiare senza vaccinazione antirabbica ai cuccioli al di sotto dei 3 mesi di età, insomma c’è ne un po per tutti i gusti. Prestate molta attenzione al momento dell’aquisto del biglietto ai voli “shared code”, ovvero ai voli che potrebbero essere effettuati da compagnie diverse rispetto a quelle da cui credete di effettuare l’acquisto! In tal caso la normativa di riferimento è quella del vettore o dei vettori su cui effettivamente viaggeremo. Dobbiamo inoltre avere presente che se il viaggio prevede uno scalo in un paese terzo con o senza cambio d’aereo, se il cane viene sbarcato, dovremo rispettare anche le normative del paese di transito, e dovremo verificare che il cane sia posto anche con quelle. In questi casi la pianificazione deve essere molto attenta, tenendo presente che potrebbero contestarci la qualunque, addirittura le dimensioni o i materiali di cui è fatto il trasportino, che benché a norma in Europa, potrebbe non esserlo in Marocco od in Tailandia.. Credetemi riuscire a soddisfare tutte le varie normative può diventare un vero rompicapo ed alle volte serve un po di italica intraprendenza ed una certa dose di faccia tosta per tirarsi fuori dai guai. Mi raccontavano che al ritorno da un viaggio in Giappone, al check-in fu contestato il tipo di trasportino, i responsabili di terra paventavano di non  imbarcare il cane perché, il trasportino a norma all’andata non lo era per il ritorno non rispettando le normative giapponesi. In quel caso, poichè fortunatamente la compagnia che operava il volo verso l’italia era di base in Europa, la questione si risolse osservando che sia la destinazione finale che la sede della compagnia erano UE, dunque la normativa da applicare al volo ed al trasporto era quella europea. Inoltre, ricordate sempre, che la responsabilità e la decisione finale sull’ammissibilità o meno di carico e passeggeri spetta al comandante dell’aereo, nel caso è l’ultima carta da giocarsi!! FINE SECONDA PARTE – CONTINUA

Viaggiare in areo: Come prepararsi e a cosa prestare attenzione? Parte 1

Nella vita con il nostro compagno peloso, potrebbe capitarci di dover prendere un aereo vuoi perché la meta da raggiungere è troppo lontana, oppure perché dobbiamo muoverci in fretta e l’aereo è l’unica scelta possibile. Come affrontare una tale evenienza? Io stesso ho volato diverse volte con i miei shiba sia adulti che cuccioli, affrontando anche voli intercontinentali viaggiando in sud America e Giappone, mentre altre volte abbiamo viaggianto su aerei diversi utilizzando servizi cargo incontrandoci poi all’arrivo. Per esperienza posso dirvi che i problemi da affrontare sono molti, ma con una buona organizzazione si supera ogni ostacolo!   Iniziamo individuando i diversi passi da affrontare. Scegliere la compagnia aerea e verificare le date disponibili; Stabilire se il cane viaggerà in cabina o in stiva; Cosa fare se il cane andrà in cabina e cosa se in stiva; Predisporre documenti ed eventuali permessi sanitari – Europa; Predisporre documenti ed eventuali permessi sanitari – Extra UE; Scegliere il trasportino; Utilizzare servizi cargo; Preparare il cane; Per prima cosa occorre trovare il volo, cosa scontata direte, ma bisogna sapere che non possiamo utilizzare i motori di ricerca come la maggio parte di noi fa solitamente, e questo perché, la maggior parte dei voli low-cost non accettano cani, quindi molto probabilmente dovremo rivolgerci ad una compagnia di bandiera. Quindi utilizzeremo i motori di ricerca per individuare quali compagnie coprono la rotta di nostro interesse, e procederemo a chiamare il servizio di prenotazione per verificare che la rotta di nostro interesse sia coperta da un aeromobile su cui sia possibile imbarcare il nostro amico. Questo passaggio è fondamentale perché mentre a seconda della taglia è sempre possibile portare il cane in cabina, non tutti gli aerei sono predisposti al trasporto in stiva. In ogni caso sia che il cane viaggi in cabina sia che viaggi in stiva, è sempre previsto un limite massimo di animali a bordo, per cui dobbiamo sincerarci che per le date di nostro interesse ci sia posto per il nostro amico. Una volta che ci saremo assicurati che il viaggio sia possibile, dobbiamo capire se il cane potrà viaggiare con noi o dovrà andare in stiva. Qui le cose sono un po più semplici, diciamo che generalmente, uno shiba di pochi mesi può tranquillamente venire con noi, poiché per la maggior parte delle compagnie il limite per accettare il cane in cabina è che entri in un trasportino che possa essere riposto sotto il sedile di fronte a noi. Diciamo quindi che per lo shiba fino ai 2 mesi e mezzo dovremmo farcela, oltre dovremo imbarcarlo in stiva. Non è nulla di eccezionale, gli animali viaggiano in appositi vani, riscaldati ed illuminati, quindi non corrono pericoli, bisogna però siano abituati a restare tranquilli per diverse ore nel trasportino, dato che generalmente il limite per l’accettazione degli animali a bordo è di circa 2 ore e mezza dalla partenza e la riconsegna segue quella dei bagagli, quindi anche un volo di medio raggio da 2 ore implica che il cane resti nel trasportino per circa 5. Sia che possa viaggiare in cabina con noi sia che debba essere imbarcato, è essenziale sia preparato. Nel primo caso sarà sicuramente più facile, siamo li con lui e possiamo confortarlo in caso ce ne fosse bisogno, nel caso venisse imbarcato, bisogna sia abituato a restare nel trasportino da solo in un ambiente in penombra con strani rumori intorno per il tempo necessario. Fortunatamente i nostri shiba hanno un carattere molto “solido” e solitamente non hanno grossi problemi, ma nel caso, possiamo aiutarli preparandoli a casa, (vedi punto 8).  FINE PRIMA PARTE – CONTINUA

La storia e le origini dello shiba inu: un’avventura lunga 14.000 anni!

Lo shiba moderno, è il frutto di un lavoro di selezione iniziato dagli allevatori giapponesi nei primi anni del 1900 su cani di varia provenienza ritrovati nelle zone rurali e montagnose del Giappone.Le caratteristiche di questi cani, abituati a cacciare su terreni impervi ed a vivere in climi rigidi allo stato quasi naturale, possono essere ritrovate ancora oggi nei cani attuali.Lo shiba è intrepido, coraggioso, fiero ed indipendente, feroce ma mai aggressivo, pur docile ed affettuoso, esprime in se una bellezza essenziale di raffinata semplicità e sobria eleganza.In altre parole in esso sono, e devono essere presenti le intrinseche qualità del cane giapponese, Kan-I, Ryousei e Soboku. La storia L’origine dei cani giapponesi risale all’epoca delle migrazioni dell’età della pietra avvenute circa 14.000 anni fa. Durante quel periodo gli Jomon, un popolo proveniente dal sud-est asiatico, si stabilì in Giappone passando per Taiwan e le isole Ryukyu, portando al seguito i propri cani. Gli Jomon erano cacciatori‑raccoglitori e pescatori, e vivevano in insediamenti semi‑sedentari, costituiti da capanne di legno e paglia con il pavimento in terra battuta scavato e leggermente ribassato rispetto al livello esterno, che migliorava l’isolamento termico e la protezione dai venti. L’alimentazione si basava su caccia, pesca, raccolta di noci, castagne e frutti di mare, come testimoniano i grandi cumuli di conchiglie (kaizuka). Il ritrovamento in diversi siti di sepolture risalenti a circa 9500 anni fa, suggeriscono che gli Jomon tenessero in grande considerazione i loro compagni. Alcuni corpi deposti “rannicchiati quasi dormissero”, ed altri con tracce di guarigione di fratture alle gambe, dimostrano che già all’epoca esisteva un rapporto di affetto e cura tra i cani ed il loro “padrone”. Abitazione Jomon – ricostruzione Sannai Maruyama Archaeological Site Sito di Odake scheletro n. 10 – cane rannicchiato Ricostruzione Jomon Shiba -Tobinodai Historical Park Museum Funabashi, Chiba (JP) Gli scheletri completi più antichi ad oggi rinvenuti sono stati trovati nel sito archeologico di Kamikuroiwa nella prefettura di Heime e datano 7500 anni fa, qui sono stati rinvenuti gli scheletri di due cani, di altezza compresa tra 38 e 41 cm. È grazie a questi ritrovamenti se oggi è possibile avere un’idea abbastanza precisa di che aspetto avessero questi antichi progenitori. La prima e fondamentale differenza è nella forma del cranio, che si discosta notevolmente anche da quella dei coevi cani europei, tant’è che i primi sarebbero discendenti del Canis Lupus Chanco, mentre i secondi proverrebbero dal Canis Lupus Lupus, confermando l’ancestralità di questi antichi cani giapponesi. Nel successivo periodo Yayoi tra il 300 A.C. ed il 250 D.C. si susseguirono diverse migrazioni provenienti dalla penisola Coreana, fu introdotta la coltivazione del riso e si iniziò a praticare l’agricoltura, profondi cambiamenti sociali e culturali investirono la società. Il cane Jomon che era stato un indispensabile compagno di caccia per l’uomo, perse la sua importanza. Resti di cani risalenti a a circa duemila anni fa rinvenuti nei tumuli funerari di Kuwanae nella prefettura di Oita e nei tumuli di Yoshinogari nella prefettura di Saga, mostrano che nel periodo Yayoi, arrivarono in Giappone cani di tipo diverso, di taglia leggermente più grande e con stop prominente, la maggior parte degli scheletri sono parziali e le ossa sparse e con evidenti segni di macellazione, ciò suggerisce che in tale periodo, i cani venissero utilizzati anche a fini alimentari. È dunque negli incroci occasionali tra questi antichi cani che vanno cercati gli antenati della maggior parte delle razze giapponesi moderne. Cane di Montagna disegnato su bronzo – Periodo Yayoi Statua del Principe Yamato Takeru, Giardino Gyokuseninmaru al castello di Kanasawa Stampa su legno del 1887 di Ogata Gekko “Yamato Takeru con la mitica spada Kusanagi no Tsurugi” Le prime testimonianze scritte del cane nell’arcipelago si trovano nelle leggende nipponiche, precisamente nel Nihon shoki, 日本書紀, noto anche come Nihongi 日本紀, “Cronache del Giappone”. Un’opera storico-mitologica del periodo Nara (710-794) completata nel 720. È il secondo testo più antico della storia giapponese, (dopo il Kojiki), E Racconta epoche di sovrani, miti, genealogie imperiali, eventi storici e descrizioni di costumi e tradizioni. In esso è riportato un episodio che ebbe come protagonista l’imperatore Yamato Takeru il quale dopo aver respinto l’attacco di una presenza malvagia si perde su di un passo montuoso e viene aiutato da un cane a ritrovare la via. Altro riferimento troviamo nel Libro XXII, dove è riportato che l’Imperatore Yūryaku “Nel secondo mese di primavera, (Ōhatsuse Wakatakeru no Mikoto) andò a caccia sul monte Wakama, improvvisamente la preda, un giovane fagiano scomparve. L’imperatore ordinò allora ai suoi grandi cani (Ōkoma) ed ai piccoli cani (Kokoma) di cercarlo. Lo stesso mito appare nel Kojiki II Volume “Quando Yamato Takeru salì sul monte Ibuki, incontrò un cane bianco, che lo guidò giù dalla montagna” Il periodo Kamakura, (鎌倉時代 1185–1333) l’equivalente del nostro medioevo, fu un periodo buio per i cani, si diffuse infatti un gioco chiamato “”Inu ou mono””. Dei cani venivano chiusi in un recinto e costretti a a correre al suo interno, mentre samurai a cavallo cercavano di colpirli con le frecce, vinceva chi colpiva il maggior numero di animali. Oltre che una forma di intrattenimento quindi, l’ “Inu ou mono” era anche uno sport che i guerrieri praticavano per mettere alla prova le proprie capacità belliche. Questa pratica suscitava sdegno tra i buddisti, che riuscirono a ottenere fossero usare delle frecce spuntate per salvaguardare la vita degli animali, ma non sempre venivano usate armi non letali, e, ad ogni modo, i cani colpiti, pur sopravvivendo rimanevano spesso invalidi e non potevano più essere impiegati per altri compiti finendo per nutrire i falchi da caccia dei nobili. Spesso durante questi giochi morivano in numeri tali che bisognava edificare dei tumuli. Dettaglio scena di Inuomono – Stampa su carta Toyohara Chikanobu (1838-1912) Inuoumono – Estratto dal rotolo “Cane da caccia” artista sconosciuto, (1820, Biblioteca della Dieta Nazionale) Tokugawa Tsunayoshi quinto shogun dell’epoca EDO, soprannominato Shogun cane “Inu-Kubō” (犬公方) – dipinto di Tosa Mitsuoki Verso la fine del periodo Edo (1603 – 1868) le cose iniziarono a migliorare, grazie soprattutto all’azione di

La passeggiata: guinzaglio si guinzaglio no?

uno shiba al guinzaglio a piazza dei miracoli pisa

Quando porto il cane a passeggio, mi trovo sempre a pensare “Sarà il caso di lasciarlo libero o meglio tenerlo al guinzaglio?”. Entrambe le soluzioni hanno i loro pro e contro, che nel corso del tempo ho avuto modo di sperimentare entrambe a volte con risultati non proprio esaltanti. Camminare al guinzaglio è certamente più sicuro, soprattutto quando ci troviamo in zone urbane, il pericolo è dietro l’angolo e tenerlo vicino a noi in queste situazioni è certamente la soluzione migliore, inoltre in molti comuni, è obbligatorio condurre il cane al guinzaglio e si rischiano multe salate. Ci sono state occasioni in cui il guinzaglio mi ha salvato da potenziali disastri. Una volta, mentre eravamo al parco, una moto è apparsa improvvisamente rombando sulla strada, Aki si è irritato ed è partito di gran carriera cercato di rincorrerla, se non avessi avuto la lunghina, l’avrebbe rincorsa e chissà come sarebbe finita. D’altronde non posso negare che camminare nella natura lasciandolo libero di esplorare è davvero gratificante. Mi piace vederlo vagabondare liberamente nei prati, annusare ogni stelo, ogni pianta, cacciare ogni povero essere abbia la sfortuna di incrociare la sua strada e godersi la  libertà, inoltre dargli fiducia lasciandolo libero rinsalda il nostro legame. Tuttavia, ammetto che ci sono stati momenti in cui mi sono pentito di averlo fatto. Eravamo nel solito boschetto e  tutto sembrava tranquillo finché… non intravide 2 scoiattoli intenti a rincorrersi tra gli alberi… Un lampo e prima che me ne rendessi conto era andato, sparito tra i cespugli. Fu il panico, pura angoscia, fortunatamente, non so se fu merito degli scoiattoli bravi a sparire a loro volta, dopo 25 minuti di inutili richiami, lo vidi tornare da me, che quasi in lacrime avevo visto passarmi l’intera vita davanti con l’aria mesta di chi non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Si fermò e venne a strofinare il muso sulla mie gambe, come fa quando vuole le coccole, quasi dovessi consolarlo del suo insuccesso, io che a momenti ci restavo secco!! Da quel momento ho riflettuto su quanto anche la situazione all’apparenza più tranquilla possa nascondere insidie e sono molto più cauto. Alla fine, decidere se lasciarlo libero o meno dipende dal contesto. Se siamo in una zona urbana o in un luogo non completamente sicuro, preferisco tenerlo al guinzaglio. Anche se questo limita un po’ la sua libertà, so che lo protegge. Quando invece siamo in spazi recintati o lontani da pericoli, gli lascio un po’ di libertà, ma sempre con gli occhi, e le orecchie ben aperti. Ho imparato che è fondamentale conoscere bene il carattere del proprio cane e valutare le situazioni con attenzione perché la sua sicurezza e quella degli altri viene prima di tutto, anche se significa sacrificare un po’ della sua indipendenza.

Attività da fare in casa: i giochi di attivazione mentale.

Il tempo oggi è davvero brutto, aspetti che spiova ma non ne vuole sapere, e lui è li che ti guarda annoiato ciondolando la testa giù dal divano… Tutti ci siamo trovati in questa situazione, cosa fare per svagarlo se non possiamo uscire? Fortunatamente ci vengono in aiuto i giochi di attivazione mentale.Sono attività relativamente semplici ma fondamentali per il benessere e la felicità del tuo shiba. Questi giochi non solo aiutano a stimolare la mente del cane, ma aiutano a prevenire comportamenti indesiderati che possono derivare dalla noia o dalla mancanza di stimoli.La cosa più bella e che i giochi di attivazione mentale possono essere realizzati comodamente tra le mura domestiche e con pochi accorgimenti: Questi giochi non solo offrono un importante stimolo mentale, ma aiutano anche a mantenere il tuo shiba attivo e felice durante i giorni di maltempo. L’attivazione mentale è essenziale per prevenire la noia e i comportamenti distruttivi, migliorano il vs. rapporto e contribuiscono al benessere generale del tuo cane.

Il pedigree, questo sconosciuto: patrimonio da custodire o pezzo di carta?

Negli anni è capitato che alcuni proprietari interessati all’acquisto di un cucciolo chiedessero uno sconto accompagnando la richiesta con la classica frase “tanto a me il pedigree non serve”. Cerchiamo allora di sfatare un po’ di miti facendo chiarezza su cosa sia il pedigree, come si ottiene e quale sia la sua reale utilità. Cosa è il pedigree? Il pedigree è un documento in cui è riportato l’albero genealogico del cane, ed è a tutti gli effetti la sua carta d’identità. In Italia, il mantenimento del registro in cui sono annotati tutti i pedigree, il cosidetto LOI, o libro delle origini, è compito dell’ENCI, l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, su delega del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il pedigree è dunque un documento ufficiale riconosciuto a livello internazionale.A tal proposito va chiarito che pubblicizzare la vendita di un cane come cane di razza senza che questa qualità sia attestata dal pedigree è vietata per legge dal Decreto legislativo numero 529 del 30 Dicembre 1992, e la successiva vendita è perseguibile come truffa. Per capirsi, vendere un cane sprovvisto di pedigree come cane di razza è come vendere un auto senza libretto, pertanto chiunque ponga in vendita, o pubblicizzi soggetti privi di pedigree come cani “di razza” sta commettendo un illecito amministrativo, poiché l’unico documento che può attestare la razza è appunto il pedigree. Come si ottiene? Per ottenere il pedigree è necessario che i genitori del cane in questione abbiano a loro volta il pedigree e che l’allevatore entro 25 gg. dalla nascita dei cuccioli effettui la cosiddetta “Denuncia di Monta” tramite la compilazione dell’apposito Modello A, comunicando all’ENCI sia la nascita dei cuccioli che le generalità dei genitori. Successivamente alla registrazione dei cuccioli all’anagrafe canina, ed entro 90 gg. dalla nascita, l’allevatore provvederà a comunicare all’ENCI i relativi numeri di microchip compilando il Modello B. Solo in questo momento avverrà la registrazione dei cuccioli nel LOI e l’emissione dei nuovi pedigree.È capitato spesso purtroppo di sentire di allevatori che propongono agli acquirenti la possibilità di acquistare il cane senza il pedigree, chiedendo per il suo rilascio diverse centinaia di euro in più.Questo comportamento oltre che rappresentare un illecito e favorire potenzialmente il traffico illegale di cuccioli, è anche disonesto, poiché il costo per l’emissione di un pedigree si aggira intorno ai 70 euro a cane, per cui la notevole differenza di prezzo richiesta tra cucciolo con e senza pedigree è ingiustificata e costituisce un evidente raggiro. Inoltre, qualora il cane dovesse risultare affetto da difetti, tare o malattie, non sarà possibile rivalersi nei confronti del venditore, ne risalire ai genitori, a meno che non ci si fidi della sua parola, fiducia che molto probabilmente non merita. A cosa serve? Dal punto di vista di un proprietario il pedigree in effetti non è altro che un semplice documento attestante la genealogia del cane e l’appartenenza ad una specifica razza, per cui la sua utilità si ferma alla mera attestazione “di purezza di razza”.Per un allevatore invece, il pedigree rappresenta un formidabile strumento di lavoro.Il pedigree rappresenta la storia del cane ed il lavoro che lui ed altri prima di lui hanno fatto per arrivare a quel determinato soggetto. È dunque la “mappa” che identifica le linee di sangue presenti nel del cane, e può dare importanti indicazioni su come migliorare i soggetti allevati decidendo cosa mantenere e cosa invece eliminare dalla selezione. Per maggiore chiarezza, un allevatore degno di questo nome, persegue sempre il miglioramento zootecnico, e nel fare uno specifico accoppiamento dovrebbe partire dallo studio dei pedigree e delle caratteristiche dei soggetti, avendo già ben in mente l’obiettivo che si sta prefiggendo. Un buon allevatore non accoppia a caso. Gli obiettivi da perseguire possono essere molteplici, dal miglioramento di caratteristiche visibili, quali la tessitura del pelo o la forma delle orecchie, a caratteristiche non visibili, ad esempio l’eliminazione di tare quali la displasia od il miglioramento della prolificità.Un allevatore parte sempre da un progetto e mira a conseguire dei risultati avendo chiaro in mente il miglioramento genetico e zootecnico della razza. Prima di acquistare un cane ricordiamo quindi che il pedigree: È l’unico documento attestante la  razza Ha un costo irrisorio rispetto al costo del cane È lo strumento di lavoro degli allevatori Quindi chiedete sempre il pedigree, è un Vs. diritto oltre che essere una garanzia per voi ed il cane!

Quale alimentazione per il tuo shiba? Casalinga o commerciale? Una ciotola ricca di pro e contro!

L’alimentazione è uno degli argomenti più sentiti dai proprietari, ed uno di quelli cui si dibatte di più tra i sostenitori dell’una o dell’altra fazione, cerchiamo di fare un po di chiarezza! L’alimentazione casalinga o fai da te, è una scelta sempre più popolare tra i proprietari, attratti dall’idea di fornire al proprio shiba una alimentazione all’apparenza più sana e di avere un maggior controllo su ciò che il loro amico trova nella ciotoloa, ma questa opzione presenta sia vantaggi che svantaggi, ed è importante conoscerli prima di prendere una decisione. I vantaggi dell’alimentazione casalinga Controllo totale: Puoi scegliere gli ingredienti e la qualità di ogni pasto, adattandoli perfettamente alle esigenze nutrizionali del tuo Shiba. Freschezza: Preparando il cibo in casa, puoi garantire che il tuo cane mangi cibi freschi e naturali, evitando conservanti e additivi presenti nei croccantini commerciali. Allergie e intolleranze: L’alimentazione casalinga può essere un’ottima soluzione per i cani con allergie o intolleranze alimentari, poiché puoi eliminare gli ingredienti problematici dalla dieta. Legame affettivo: Preparare il cibo per il tuo Shiba può rafforzare il legame tra voi due, trasformando il momento del pasto in qualcosa unico e speciale. Gli svantaggi dell’alimentazione casalinga Tempo e impegno: Preparare pasti freschi ogni giorno richiede tempo e organizzazione. Devi pianificare i menu, fare la spesa, cucinare e conservare il cibo in modo adeguato. Costo: Gli ingredienti freschi possono essere più costosi di quelli commerciali, soprattutto se opti per carni di alta qualità e verdure biologiche. Rischio di squilibri nutrizionali: Preparare pasti bilanciati sia dal punto di vista del fabbisogno calorico che da quello nutrizionale richiede una certa conoscenza, e se non si è seguiti almeno inizialmente da un un esperto di nutrizione, si rischia di fornire ai nostri amati pasti sbilanciati, con carenze o eccessi di alcuni nutrienti. Contaminazione batterica: Una scorretta manipolazione e/o conservazione degli alimenti può portare alla proliferazione di batteri dannosi per la salute del tuo shiba. Monotonia: Se non vari gli ingredienti e le ricette, il tuo Shiba potrebbe annoiarsi e rifiutare il cibo. Come affrontare al meglio l’alimentazione casalinga Se decidi di optare per l’alimentazione casalinga, ecco alcuni consigli utili: Lasciati consigliare: Un esperto può aiutarti a creare un piano alimentare personalizzato per il tuo Shiba, tenendo conto delle sue esigenze specifiche. Varia gli ingredienti: Offri al tuo cane una dieta varia, alternando diversi tipi di carne, verdure, frutta e cereali. Conserva correttamente il cibo: Utilizza contenitori puliti e conserva il cibo in frigorifero o in freezer. Monitora la salute del tuo cane: Osserva attentamente il tuo Shiba per individuare eventuali segni di malessere o carenze nutrizionali. L’alimentazione commerciale, ovvero i croccantini e il cibo umido confezionato, rappresentano l’opzione più comoda e diffusa per nutrire il proprio cane e, sebbene ci siano molti pregiudizi al riguardo, i prodotti industriali offrono numerosi vantaggi che meritano di essere considerati. I vantaggi dell’alimentazione industriale Bilanciamento nutrizionale: I croccantini e il cibo umido sono formulati da esperti nutrizionisti per soddisfare le esigenze specifiche di ogni fase della vita del e questo garantisce un apporto equilibrato dei necessari nutrienti. Comodità: Preparare i pasti è estremamente semplice e veloce. Basta misurare la giusta quantità e servirla nella ciotola. Varietà: È disponibile un’ampia gamma di prodotti, con diverse formulazioni e gusti, per soddisfare le preferenze del tuo cane e prevenire la monotonia alimentare. Pratica: I croccantini sono facili da trasportare e possono essere lasciati a disposizione del cane durante il giorno, garantendo sempre l’accesso al cibo. Qualità controllata: Le aziende produttrici sono soggette a rigorosi controlli di qualità per garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti. Gli svantaggi dell’alimentazione commerciale Ingredienti di scarsa qualità: Non tutti i prodotti industriali sono uguali. Alcuni possono contenere ingredienti di scarsa qualità e sottoprodotti animali, inoltre possono essere presenti coloranti e conservanti che non ideali per la salute del cane. Allergie e intolleranze: Gli ingredienti presenti nelle crocchette possono scatenare allergie o intolleranze alimentari in alcuni Shiba Inu. Mancanza di personalizzazione: L’alimentazione industriale è per sua natura standardizzata, pertanto difficile da personalizzare ed adattare alle particolari esigenze del tuo cane. Dipendenza da additivi: Alcuni cani possono sviluppare una dipendenza dagli appetitizzanti e dagli additivi presenti nelle crocchette, rendendo difficile cambiare prodotto o fargli accettare altri tipi di cibo. Considerazioni importanti Impariamo a leggere attentamente l’etichetta: Non tutti i prodotti sono uguali. Scegli croccantini e cibo umido di marchi riconosciuti ed alta qualità preferendo formulazioni monoproteiche e con un contenuto di proteine tra il 22 ed il 25%. Evita i prodotti contenenti cereali e con alto tenore di ceneri ed umidità. Consulta il veterinario: Un veterinario esperto in nutrizione può consigliarti il prodotto più adatto alle esigenze specifiche del tuo Shiba, tenendo conto di età, peso, eventuali problemi di salute e livello di attività. Combina umido e secco: Per offrire una dieta più completa e appetitosa, puoi alternare croccantini e cibo umido. L’umido può aiutare a mantenere l’idratazione e può essere particolarmente adatto ai cani anziani o con problemi dentali. Monitora il peso: Anche se lo shiba non è portato ad esagerare con il cibo, è importante tenerne sotto controllo il peso ed adeguare le porzioni per mantenerlo in forma. In conclusione L’alimentazione casalinga può essere un’ottima scelta per uno Shiba Inu, ma richiede impegno, conoscenza e attenzione. L’alimentazione industriale offre praticità, bilanciamento nutrizionale ed un’ampia scelta. Tuttavia, è fondamentale scegliere prodotti di alta qualità e consultare il veterinario per personalizzare l’alimentazione del tuo cane. Ricorda: Ogni cane è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro. L’obiettivo è sempre quello di fornire al tuo Shiba una dieta sana e completa che lo mantenga in forma ed attivo per tutta la vita. Vuoi approfondire questo argomento?  Valuta attentamente i pro e i contro e, se decidi di intraprendere questa strada, saremo lieti di consigliarti ed aiutari, in alternativa rivolgiti ad un veterinario esperto in nutrizione per una consulenza personalizzata.   

Lo standard delle razze canine: Una guida fondamentale

Chi si avvicina alle razze canine spesso sente parlare di standard, ma cos’è esattamente ed a cosa serve?Lo standard di razza è una sorta di “carta d’identità” ufficiale che descrive un cane “modello” indicando  in modo preciso e dettagliato le caratteristiche che devono avere i soggetti appartenenti a quella determinata razza.È un manuale di riferimento per gli allevatori, i giudici cinofili e tutti coloro che si interessano alla purezza e alla tipicità di una razza canina. Cosa contiene uno standard di razza? Lo standard di razza descrive in modo esaustivo: Aspetto generale: taglia, proporzioni, forma del corpo. Testa: forma del cranio, del muso, dimensioni e colore degli occhi, forma e posizione delle orecchie. Tronco: lunghezza e forma del collo, linea superiore, garrese, dorso, rene, groppa, petto, ventre, coda. Arti: anteriori e posteriori, angolazioni, piedi. Mantello: pelo, colore, lunghezza, tessitura (consistenza) Movimenti: andatura, trotto, galoppo. Temperamento: carattere tipico della razza.   A cosa serve uno standard di razza? Selezione: Gli allevatori utilizzano lo standard come guida per selezionare i soggetti da riprodurre, al fine di ottenere una progenie che risponda alle caratteristiche tipiche di razza. Giudizio in esposizione: I giudici cinofili si basano sullo standard per valutare i cani in mostra e premiare i soggetti che maggiormente si avvicinano all’ideale modello. Tutela della razza: Lo standard contribuisce a preservare la tipicità garantendo la conservazione delle caratteristiche di razza e la trasmissione alle generazioni future.   Chi redige gli standard di razza? Gli standard di razza sono redatti dai paesi di appartenenza delle singole razze ed adottati da enti cinofili internazionali come la FCI, Fédération Cynologique Internationale, che ne curano l’applicazione a livello mondiale attraverso i paesi aderenti.L’ENCI, Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, è l’ente ufficiale che si occupa in Italia dell’applicazione degli standard FCI e della gestione del registro dei pedigree, il Libro delle Origini Italiano (LOI). Perché è importante conoscere lo standard di razza? Conoscere lo standard di razza è utile per: Scegliere il cane giusto: Ti permette di capire se un cane corrisponde alle caratteristiche di razza. Valutare la qualità di un allevamento: Un buon allevatore alleva secondo lo standard di razza. Partecipare alle esposizioni cinofile: Se si vuole partecipare alle esposizioni, conoscere lo standard aiuterà ad individuare i soggetti maggiormente promettenti e  prepararli al meglio. Apprezzare la bellezza e la diversità delle razze canine: Lo standard permette di comprendere le caratteristiche uniche di ogni razza e di apprezzarne la bellezza.   In conclusione, lo standard di razza è uno strumento fondamentale per tutti coloro che amano i cani e desiderano approfondire la conoscenza delle diverse razze.È una guida preziosa per gli allevatori, i giudici cinofili e tutti gli appassionati che desiderano tutelare la purezza e la tipicità delle razze canine.

In viaggio con lo shiba: a cosa prestare attenzione?

Uno degli aspetti più importanti quando si viaggia con il nostro shiba è fare in modo che il viaggio, in macchina, treno o nave, sia piacevole anche per lui. Come affrontarlo? Per gli Shiba, sopratutto da cuccioli, un viaggio può essere fonte di ansia e stress, risultando una esperienza poco piacevole o addirittura negativa. Spesso soffrono la nausea e tendono ad agitarsi, anche se fortunatamente, si abituano molto velocemente. È importante quindi stabilire sin da piccoli una routine che li aiuti a viaggiare più sereni.Cosa possiamo fare per aiutarli? Prima di partire, assicuriamoci di fargli fare una bella passeggiata, così che arrivino in macchina già un po’ stanchi, e limitiamo o evitiamo il cibo prima della partenza. Sistemiamo la sua coperta od il suo giocattolo preferito sul sedile accanto a lui o se utilizzate il trasportino metteteli al suo interno in modo che si senta maggiormente a suo agio. Per esperienza, una delle cose che può fare davvero la differenza è utilizzare un kong per tenerlo occupato e tranquillo durante il viaggio.Frequenti soste, all’inizio ogni 3 ore circa per sgranchirsi, fare i bisogni e bere, completeranno il viaggio perfetto. Durante la sosta non abbiate fretta e dategli il tempo di annusare e prendere conoscenza del luogo, 5 minuti saranno più che sufficienti, in questo modo per lui il viaggio diverrà una scoperta affascinante ed in breve sarà felice di partire per conoscere posti nuovi ed interessanti. Stessi accorgimenti valgono, a parte il cibo, per i viaggi in treno o in nave. L’aereo è un caso a parte cui dedicheremo un prossimo articolo. Se nonostante questi accorgimenti il cane dovesse continuare a mostrare segni di fastidio o insofferenza, possiamo rivolgerci al veterinario che potrà prescriverci dei farmaci contro la nauseo e/o degli ansiolitici. Ricordatevi inoltre di avere con voi farmaci di prima necessità, ad es. degli antidiarroici, cortisone ed antibiotici, fatevi consigliare dal veterinario su cosa portare e come usarlo, potreste provarvi in situazioni di necessità senza possibilità di accedere rapidamente a cure veterinarie.Ricordate che ogni vacanza è una nuova avventura, e soprattutto un’occasione per rafforzare il nostro legame. Ogni shiba è un cane speciale: ha un’indipendenza tipica della sua razza, ma con il tempo e grazie a queste esperienze condivise, il vostro rapporto diventerà sempre più forte. Che sia tra i boschi di montagna o con le zampe nella sabbia, portarlo con voi vi farà sentire davvero completi, come se non poteste vivere quei momenti senza la sua presenza. Prima della partenza ricordiamoci quindi di: Fare una bella passeggiata per fare i bisogni e stancarci un po Evitare il cibo per mitigare l’eventuale sensazione di nausea Predisporre sul sedile o nel trasportino i suoi giochi preferiti e la sua copertina Fare frequenti soste, ogni 3 ore circa e dargli da bere Dargli il tempo di orientarsi e fare esperienza dei luoghi in cui vi fermerete Portare con noi il libretto sanitario e l’iscrizione all’anagrafe canina Portare con noi il suo cibo e le medicine più comuni per le emergenze Se viaggiate all’estero ricordatevi che l’antirabbica è obbligatoria quasi ovunque e che alcuni paesi richiedono profilassi aggiuntive da farsi in tempi precisi prima dell’arrivo. In generale il consiglio è di informarsi sulla vigente normativa del paese di arrivo e di transito prima della partenza e prendere i dovuti provvedimenti.. Di seguito il link al portale Europeo con tutte le informazioni. Clikka qui Buon Viaggio!

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